Niente, non riesce ad elaborare il lutto ed è ancora lì che consulta i suoi fedelissimi, che traccheggia con Dell’Utri e la Meloni, che cerca sponde a Roma, che inaugura sagre e feste parrocchiali, che promette aiuti e finanziamenti, che mobilita clienti e caporioni elettorali, che chiama a raccolta tutti i personaggi ai quali ha assegnato potere e milioni. Dice di essere ancora il Governatore della Sicilia ma sembra un pugile suonato. Lo guardi e senti sullo sfondo le parole di Vittorio Gassman, ne “I mostri” di Dino Risi: “So’ contento”. Oggi Repubblica gli ha rinfacciato, sulla prima pagina, di essere uscito di scena nel peggiore dei modi: anziché dire la verità sul fatto che gli alleati non sopportano più né lui né il suo malgoverno, ha imbastito una coroncina di menzogne che offendono la dignità e l’intelligenza dei siciliani. Un Musumeci da dimenticare.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
Un governatore ai colpi di coda
Nello Musumeci, dopo essersi dimesso dalla presidenza della Regione, annuncia il passo indietro: non mi ricandido
nello musumeciregione siciliana
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