Giorno uno dopo il Liberation Day. Le imprese italiane si sono svegliate nel nuovo mondo segnato dai dazi voluti da Donald Trump, che ieri ha annunciato l’introduzione di una tariffa minima del 10% per tutti i Paesi. A questa si aggiungono dazi “reciproci” nei confronti dei 60 Stati considerati più ostili nei confronti degli Stati Uniti, tra cui l’Italia, che in quanto membro dell’Unione europea sarà soggetta a un’imposizione del 20%. Una sfida complessa per le imprese italiane, il cui export verso gli Usa ha raggiunto nel 2024 i 65 miliardi di euro, oltre il 10% del totale. L’impatto sarà particolarmente significativo per i settori più esposti al mercato statunitense, tra cui spiccano farmaceutica e agroalimentare, che vi hanno esportato rispettivamente oltre 10 miliardi e 7,8 miliardi lo scorso anno. Discorso a parte vale per il settore automotive, su cui pesa un dazio del 25 per cento per tutte le auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti. Anche in questo comparto l’Italia è particolarmente esposta, con esportazioni che nel 2024 hanno sfiorato i 5 miliardi di euro. Continua su Huffington Post
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Dazi: i miliardi di export che l’Italia rischia di perdere
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