Per carità, nessuno ha la bacchetta magica. Nemmeno Luca Sbardella, inviato da Giorgia Meloni in Sicilia per riportare un po’ pulizia in un partito che sembrava totalmente piegato alle ambizioni del Balilla. E’ pure vero che la politica ha i suoi tempi ma il commissario di Fratelli d’Italia un segnale forse avrebbe dovuto già darlo. Invece no. Il camerata Ferdinando Croce, manager dell’Asp di Trapani e protagonista di uno scandalo che ha mortificato centinaia di pazienti colpiti da tumore, resta in piedi perché il partito gli copre con indecenza le spalle. E ciò mentre gli eredi e i servitori del Balilla continuano a pilotare i congressi provinciali e a riversare cataste di denaro pubblico nei propri collegi elettorali. Ultimo caso: ventiquattro milioni di euro stanziati dall’assessore al Turismo Elvira Amata, messinese, per la Cittadella della Cultura a Messina.