“La nostra risposta immediata è unità e determinazione. Sono già stata in contatto con i nostri capi di Stato e di Governo sui prossimi passi. E valuteremo attentamente gli annunci di domani per calibrare la nostra risposta. Il nostro obiettivo è una soluzione negoziata. Ma ovviamente, se necessario, proteggeremo i nostri interessi, la nostra gente e le nostre aziende”. Ursula von der Leyen è pronta a usare il bazooka contro i dazi che Donald Trump annuncerà domani, il “Liberation day” per gli Usa, ha detto il presidente. Ma Bruxelles non risponderà subito. La determinazione della presidente della Commissione europea è frenata dagli Stati membri. Il governo Meloni è in prima linea per chiedere di trattare con Washington invece di ribattere colpo su colpo, dazio su dazio. Ma Roma non è da sola. Anche Parigi e Dublino frenano, per paura di contraccolpi sugli alcolici. A Berlino tremano, perché l’industria dell’auto tedesca è già stata colpita dalle nuove tariffe americane al 25 per cento e perché ancora non c’è un governo in carica che possa decidere una linea per la Germania e per l’Ue. Continua su Huffington Post
