Grati a chi ha raccolto la sua eredità”, ha detto il governatore Renato Schifani commemorando il sacrificio di Don Pino Puglisi, l’apostolo di Brancaccio trucidato nel 1993 dalla mafia. Ma per un gioco del destino – o della politica – una buona parte dell’eredità lasciata dal sacerdote ucciso l’ha raccolta, certamente all’insaputa di Schifani, il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè: da oggi farà parte del suo staff di Montecitorio Maurizio Artale che a Brancaccio ha diretto da sempre il Centro Padre Nostro, un presidio di legalità contro le sopraffazioni di Cosa Nostra. Il Centro, fondato da Don Puglisi, avrà così la possibilità di essere e operare dentro le istituzioni. Non tutti gli uomini delle istituzioni sono uguali: c’è chi utilizza lo staff per reclutare pagnottisti e avvocati di affari e chi lo usa per valorizzare l’eredità di un prete antimafia.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
Montecitorio raccoglie l’eredità di don Puglisi
giorgio mulèmaurizio artalepino puglisi
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