L’ultimo ceffone glielo ha mollato a Catania, nella sua Catania, Giorgia Meloni. Lui, il governatore della Sicilia, si è imbucato alla kermesse delle Ciminiere con la faccetta di bronzo, cercando spazio e visibilità: voleva un via libera per la sua ricandidatura. Ma lei, la battagliera leader di Fratelli d’Italia, non gli ha dedicato nemmeno un sorriso. Forte dei sondaggi che la danno vincente, lo ha trattato con glaciale sufficienza. Appena un saluto e una frase di circostanza: “Regionali? Presto per dire che cosa accadrà”. Per Nello Musumeci è un giugno da dimenticare. Roma gli ha scombinato i magheggi dell’ultima Finanziaria di cartone messa in piedi dal suo bullo di fiducia. La Corte dei Conti ha rincarato la dose, riscontrando una pioggia di errori e omissioni. La Regione è alla paralisi. La Meloni gli ha dato la batosta definitiva. Addio sogni di gloria.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
Lo schiaffo della Meloni all’imbucato Musumeci
giorgia meloninello musumeci
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