Bagni di sole e di mare, aria salmastra e tanti bambini da curare con metodi naturali. Era il 1874 quando il dottore Enrico Albanese inaugurò, sulla costa palermitana, l’Ospizio Marino. In questo 2024, dunque, si potrebbero celebrare i centocinquant’anni dalla fondazione ma forse è preferibile di no. La struttura è affogata, ormai da tempo, nell’inedia della sanità pubblica ed è stata trasformata in un girone infernale per poveri cristi, disabili e tutti gli sventurati che non possono permettersi una visita a pagamento. Gli eminenti deputati dell’Assemblea regionale, chiamati a valutare i nuovi manager delle Asp, abbiano la benevolenza di fare una visita a questo presidio territoriale. Valutino l’efficienza e la pulizia dei padiglioni, le ore e le code d’attesa, il calvario di ogni paziente. E’ l’unico modo per capire in che mani siamo e in che mani saremo.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
La sanità degli ultimi L’esempio di Palermo
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