Nuova girandola di incarichi alla Regione: il 30 aprile, infatti, scadono i contratti di tutti i capiufficio. Andranno riassegnate poltrone molto ambite come quelle dei geni civili, degli uffici per le gare d’appalto e delle motorizzazioni civili. Il sospetto, agitato dal Partito Democratico, è che si possa dar vita all’ennesimo ‘mercato elettorale’ (che, quest’anno, è stato in parte ridotto grazie all’introduzione della legge blocca-nomine, da cui però resta fuori la burocrazia regionale). “Alla vigilia del voto – è la considerazione del deputato del Pd, Antonello Cracolici – la giunta Musumeci dà il via alla rimodulazione degli assetti organizzativi dei dipartimenti regionali piegando l’amministrazione regionale a una gestione precarizzata e ridotta ad inaccettabili logiche di appartenenza”. Andrà riassegnato anche l’incarico di capo dipartimento alle Attività sanitarie, lasciato libero dall’inchiesta sui dati falsi (che ha spazzato via la Di Liberti) e dalle dimissioni di Francesco Bevere, rimpiazzato ad interim da Mario La Rocca. Per i sindacati Siad-Csa-Cisal “le postazioni dirigenziali che rimarranno vacanti devono essere assegnate ai funzionari direttivi che risulteranno in possesso delle adeguate capacità professionali richieste dalle norme vigenti. Nel conferimento degli incarichi si deve inoltre tenere conto del principio delle pari opportunità per attuare il riequilibrio della presenza di genere”.
Enrico Ciuni
in Il sabato del villaggio
Il mercato elettorale dei dirigenti regionali
antonello cracolicimarco zambuto
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