Mancava l’allegato con i tagli e le riduzioni di spesa: sulla scia del loro caposcuola, il distratto e confuso Gaetano Armao, sia il presidente Schifani che l’assessore Falcone avevano dimenticato di inserirlo. I due statisti, scusate la parola, avevano anche dimenticato di tradurre in un documento il reticolo di lacrime e sangue che da qui al 2029 imprigionerà la Regione come conseguenza della legge “Salva Sicilia”. Il governo che non c’è, quello di Renato Schifani, a tutte queste cose – conti in ordine, trasparenza, rispetto degli accordi con lo Stato – non aveva lontanamente pensato. Forse perché costretto a fronteggiare lo scandalo di Cannes e i diktat dei colonnelli di Giorgia Meloni. Ci ha pensato Cateno De Luca, l’uomo dell’opposizione, il guitto che durante la campagna elettorale ha fatto tremare i partiti della maggioranza. Meno male che Cateno c’è.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
Il governo non c’è ma Cateno sì
Cateno De Lucarenato schifani
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