Il primo oltraggio al corpo di Maria Cristina Gallo, l’insegnante di Mazara colpita da un tumore, è stato il ritardo con il quale le è stato consegnato il risultato dell’esame istologico: otto mesi: una scelleratezza. Il secondo oltraggio è il balletto con il quale i poteri forti della sanità – i gerarchi di Fratelli d’Italia, la burocrazia del ministero, la palude di Piazza Ottavio Ziino – girano attorno alle responsabilità di Ferdinando Croce, il camerata che l’ex assessore Ruggero Razza ha imposto come direttore della Asp di Trapani. La denuncia arriva proprio dalla signora Gallo, la cui tragedia ha consentito di scoprire che i ritardi dell’Asp riguardavano oltre tremila pazienti, duecento dei quali risultati poi positivi. Da quasi due mesi si inseguono e si accavallano le ispezioni. Ma le acque dello scandalo non si schiariscono. Si annerano sempre di più.