“Ma lei che ci fa alle donne?”, gli chiedevano elettori e ammiratori del paesello incastonato ai piedi dell’Etna. “Ci faccio l’assegno”, rispondeva, con un sorrisetto beffardo, il vecchio senatore del Movimento sociale, amico e compagno d’armi di Giorgio Almirante. Mettiamo da parte i dialoghi – ah, quanto costruttivi – della prima Repubblica e parliamo dei giorni nostri. Che ci fa alle donne e agli uomini di Palazzo d’Orleans il boss dei pagnottisti, quello spregiudicato operatore della comunicazione che, dietro contratti sostanziosi, garantisce “copertura mediatica” – e non solo – ai feudatari, ai sovrastanti e ai campieri che formano il cerchio magico di Renato Schifani? Non passa giorno che questo opaco personaggio non affonda le mani nel denaro pubblico. L’esame delle sue ultime imprese – tutte in regola, va da sé, con i cavilli burocratici – ci serve per capire non solo di che pasta è fatta la politica siciliana; ma anche di quali intrugli e intrighi si alimenta un certo giornalismo siciliano: quello, per essere chiari, che non cerca né notizie né verità; ma si limita ad offrire interviste farlocche e marchette salivose a chiunque lo aiuta a rastrellare soldi dai consorzi, dalle Asp, dalle aziende partecipate. Un illuminante esempio arriva da Modica: l’assessore all’Agricoltura – il tecnico Barbagallo; che Dio ci guardi dai tecnici – regala su sollecitazione di un papavero della politica locale, l’onorevole Ignazio Abbate, ventimila euro al Libero Consorzio Comunale di Ragusa per organizzare il festival del cioccolato e subito piomba nella città del ragusano il boss dei pagnottisti. Il quale acquisisce in quattro e quattr’otto l’appalto per propagandare la manifestazione. Manco a dirlo, parallelamente alla fiera del cioccolato furoreggia – sul giornaletto della premiata ditta – anche l’onorevole Abbate, invitato a parlare e a straparlare in quel luogo di altissimo prestigio che è il bar dei pagnottisti. Pensate: per ringraziarlo della pagnotta ricevuta, il boss che vive di denaro pubblico gli ha regalato una intervista a tre voci: roba sfavillante, pirotecnica, roba da svenimento.
Ma la ChocoModica24, tanto cara a Ignazio Abbate – che per nove anni è stato sindaco della città barocca – per il boss dei pagnottisti è stata solo una mollichina, ottenuta con un decreto firmato da Fabio Leone il 28 novembre e consumata velocemente tra il 6 e l’8 dicembre, i tre giorni del festival. Perché il regalone di Natale gli è arrivato, l’altro ieri, 12 dicembre, direttamente dai sovrastanti che amministrano il retrobottega di Palazzo d’Orleans, con un decreto, a firma dell’Ufficio stampa e documentazione, che gli assegna 87 mila e 875 euro per la realizzazione di “video per eventi istituzionali promossi dalla Presidenza della Regione Siciliana”. Video che saranno prodotti da qui al 30 novembre 2025 e per i quali Mamma Regione paga anticipatamente e profumatamente quasi tutta la somma. Uno scandalo, diciamolo: se i video saranno abborracciati o saranno inutili o impresentabili, chi pagherà il danno erariale, il dirigente Gaetano Chiaro o il funzionario direttivo Salvatore Mannino, i due firmatari del maxi regalo? O si farà finalmente viva, per scagionare i due burocrati, la misteriosa Dea Fortuna che, annidata nel retrobottega di Palazzo d’Orleans, porta giorno dopo giorno lucrosi affari all’irresistibile Boss della comunicazione?