Chi si guardò si salvò. Mai smentire il vecchio proverbio, ma forse è venuto il momento di guardare al coronavirus con un supplemento di razionalità. La Cina dice che la carica aggressiva del contagio si sta attenuando. Le statistiche dicono che, per l’80 per cento, si esce dall’infezione senza gravi conseguenze. L’indice di mortalità dimostra che le vittime stroncate dal male avevano quasi tutte una certa età e situazioni patologiche già molto compromesse. Probabilmente ha ragione chi sostiene che siamo di fronte a un’epidemia poco più selvaggia delle normali influenze stagionali. Domanda: e se cominciassimo ad allentare la morsa dell’allarmismo e a prendere atto che la situazione non è poi così grave come si vuole fare credere? Attenzione: se non si riduce la febbre da panico, va in fumo la stagione del turismo. Per la Sicilia sarebbe peggio del colera.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
Coronavirus, è l’ora di abbassare le luci
Travelers wear protective face masks at Central Station, Milan, Italy, 25 February 2020. ANSA / Matteo Bazzi
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