Lo zibaldone dei migliori
e la lezione di Voltaire

Dai migliori il meglio. C’è un concetto antico come l’uomo che in linguistica è stato teorizzato come ipotesi di Sapir-Whorf. Secondo questa ipotesi il modo di esprimersi determina il modo di pensare. C’è una connessione diretta tra la lingua che si parla e la realtà che si percepisce. E viceversa. Fino all’incapacità individuale o collettiva, anche di un intero popolo, di sapere cogliere elementi della realtà perché mancano le parole per esprimerli. “I limiti del mio linguaggio indicano i limiti del mio mondo”, diceva Ludwig Wittgenstein, uno dei filosofi più autorevoli del Novecento. Dopo avere messo le mani avanti con dotte premesse, desueto “introibo ad altare Dei”, confortiamoci con un florilegio di dichiarazioni del miglior governo che l’Italia abbia mai avuto, nonostante i tempi siano tra i peggiori. Cominciamo dal..

Erdogan, i curdi
e l’Occidente: storia
d’amore e tradimenti

Whatever it takes. Che è il motto sul blasone di Draghi. Anche a costo di recarsi con mezzo governo italiano in Turchia e farsi ritrarre in attesa di essere ricevuti da Erdogan, il sultano della Nato, quello che fa il bello e il cattivo tempo nei paesi confinanti del Medio Oriente, Siria e Iraq soprattutto, ma pure in Nord Africa, nella Libia delle milizie tribali. La prossima settimana Erdogan si incontrerà a Teheran col presidente della Federazione russa Putin e con quello dell’Iran, Ebrahim Raisi. In programma un vertice sulla Siria e colloqui bilaterali sul conflitto in Ucraina. Erdogan è uno che sa il fatto suo. Ha già insediato truppe oltre frontiera. Ha occupato di fatto territori siriani o iracheni. Per non parlare della questione dei curdi, il popolo senza..

Palermo, la santuzza
e il rito del pinguino
La città del profano

La prima volta che udii quelle parole ero bambino: “Viva Santa Rosalia!” Avrò avuto neppure cinque anni. Mio padre amava alcuni luoghi della Palermo che non c’è più. E, così, comprava la frutta da Giovenco, nella via Villareale, dove l’esposizione di ogni meraviglia di natura sembrava dipinta da Guttuso. A pochi passi da lì, c’era Cofea. Di quel luogo ricordo l’afrodisiaco odore di caffè che si spandeva per ogni dove e poi il gesto del mastro gelataio che spingeva un lungo cucchiaio di legno dentro al pozzetto refrigerante. Il caffè liquido roteava, rigirato tra il braccio meccanico ed il cucchiaio, fino a quando non prendeva la consistenza cremosa del gelato. Ecco, in quel preciso momento, mio padre chiedeva al gelataio di poter gustare il primo e più spumoso morso di..

Palermo e la lezione
del mare: ecco perché
non sarà mai Parigi

Fluctuat nec mergitur. Il titolo che avete appena letto significa testualmente: "Ondeggia, ma non affonda". La frase è antica tanto quanto la civiltà che ha governato il mondo per mille anni e che al mondo ha insegnato la forza del Diritto. Per i Romani lo “Scilicet” era una nave dalla strana forma curvilinea in grado di affrontare ogni tempesta proprio per la sua capacità di galleggiare tra i flutti. Quell’imbarcazione, così performante nelle difficoltà, faceva dire ai suoi nocchieri che la cosa più importante fosse navigare ancor più di vivere. La frase latina e lo “Scilicet” sono, da sempre, lo stemma della città di Parigi. Come se gli abitanti di quel luogo straordinario - costruito lontano dal mare - avessero compreso l’importanza del sentirsi nave in perenne navigazione nella tempesta..

Metti un serial killer
in primavera
Il mostro di Cassibile

"Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi in paese", cantava De Andrè e “Primaverile”, il mio romanzo (che adesso i direttori per assicurarsi che la recensione sia fatta da uno che il libro l’ha letto davvero le affidano agli autori) racconta di un delitto di paese anzi di un serial killer di paese, il mostro di Cassibile, poco ridente frazione a sud di Siracusa. Che poi a Cassibile tempo fa un serial killer c’è stato davvero, ma il romanzo non racconta della storia vera di quell’assassino bensì di un altro, anzi di un’altra presunta omicida catturata in una odorosa e immaginaria primavera del 2017 e accusata di 7 delitti compiuti con la stessa arma. A cercare di capire come stanno davvero..

L’unica antimafia
è ristabilire l’ordine:
10 consigli a Lagalla

"Io non perdo mai. O vinco, o imparo” (Nelson Mandela). Ha vinto. Senza se e senza ma. Verrebbe da dire: “È la Democrazia, bellezza!”. O, forse, sarebbe meglio dire: “È la bellezza della Democrazia”. Gli invidiosi diranno che tutto ciò è il frutto di intese occulte e non trasparenti che - da sempre - hanno afflitto Palermo e la sua incompiuta urbanità. Gli ottimisti diranno, viceversa, che l’odierna vittoria è la pura risultanza della volontà del popolo palermitano di cambiare uno sciagurato destino. Non saprei dirvi chi, tra i due schieramenti abbia ragione. Ciò che posso, con certezza, affermare è che il Sindaco uscente - grazie al suo modo cieco di governare Palermo - è riuscito in una impresa quasi impossibile: quella di rinsaldare il fronte di coloro che pensano..

Gerenza

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