Vito Riggio getta la spugna. La Regione lo aveva insediato al vertice dell’aeroporto di Palermo in virtù della sua competenza e non della sua appartenenza: lui non portava voti né clientele, non assumeva i raccomandati, non assegnava gli appalti agli amici degli amici, non si circondava di pagnottisti, non frequentava i palazzi del potere né le retrobotteghe dei partiti. Era un amministratore abile, autorevole, stimato per la sua storia e la sua cultura. Era, perciò, un corpo estraneo non solo alla casta della politica, anche al mondo che pure lo aveva nominato. Infatti è durato pochi mesi. Durante i quali ha provato a fronteggiare contrasti e appetiti, discorsi pelosi e richiami all’ordine. Ma quando l’assedio si è fatto soffocante ha detto basta: “Il 30 aprile approvo il bilancio e dal primo maggio vedetevela voi”. Non ha accettato la palude. Viva la libertà.
Giuseppe Sottile
in Operette immorali
Abbasso le competenze la casta non le sopporta
vito riggio
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