Stavolta Cristo non si è fermato a Eboli. L’Ecce Homo di Antonello ha smesso di vagare per il mondo e presto tornerà in Sicilia per sistemarsi al fianco all’Annunciata, l’altro capolavoro realizzato nel 1476 dal genio messinese e conservato al museo Abatellis di Palermo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto la richiesta del vice presidente della Camera, Giorgio Mulè il quale, non a caso, ha voluto legare l’annuncio della sua candidatura alla Presidenza della Regione con il “ricongiungimento familiare” dei due dipinti. Il recupero dell’Ecce Homo è un segno che spiazza la vecchia classe politica siciliana, votata a una eterna spartenza di piccioli e privilegi e spesso lontana da ogni interesse culturale. “Mulé? Sta sbagliando tutto”, aveva sentenziato l’altro ieri l’ex ministro Totò Cardinale, arroccato sul bis di Schifani. Invece, “Ecce Mulè”.