Fino all’altro ieri eravamo convinti – e lo abbiamo scritto – che le benedizioni di Ragalna, impartite da Ignazio La Russa, avessero come obiettivo la mummificazione di Renato Schifani alla presidenza della Regione. Poi all’EtnaForum è comparso Manlio Messina, il vice capogruppo della Camera defenestrato dai vertici di via della Scrofa, e le sue dichiarazioni, ovviamente clamorose, non possono passare sotto silenzio. Invitano subito a pensare che oltre a Schifani, la mano santa del presidente del Senato abbia benedetto pure lui, il Balilla. “Fratelli d’Italia è casa mia”, ha esordito Messina. “Io non posso fare politica da altre parti. O smetto o torno a casa mia”. Probabilmente il Figliol Prodigo ha intravisto in La Russa, e nel principato extraterritoriale di Ragalna, la possibilità di riconquistare l’agibilità politica che Giorgia Meloni si ostina a negargli.